Era il 1992 quando nacque l'idea del coro Inni e Canti di Lotta. Frequentavamo il corso di Canti contadini tenuto da Giovanna Marini alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio e a quelli che avevano attraversato le piazze e i cortei degli anni '70 cantando Bella ciao, Per i morti di Reggio Emilia o Addio a Lugano e Contessa era saltato all'occhio il fatto che i più giovani della scuola non conoscessero questi canti.

Non si conoscevano più perché nessuno li cantava più. Non c'erano più le piazze degli anni 60-70, i grandi scioperi, le grandi manifestazioni antifasciste e con il crollo del muro di Berlino era crollato anche il mito dell'est socialista.

Ma quei canti non potevano essere dimenticati perché erano e sono la testimonianza della cultura popolare e della storia delle classi subalterne, perché parlavano e parlano di valori universali, di giustizia, di pace e di lavoro. Ci trovammo insieme a festeggiare il 1° maggio ad Ariccia, a casa di Roberto, e ricordo che ne parlammo con Giovanna.

Ad ottobre inizio il corso, un laboratorio con frequenza mensile. All'inizio eravamo più o meno i soliti che già seguivano Giovanna poi piano piano il gruppo si allargò.Con la banda della scuola, diretta da Silverio Cortesi, avevamo già un piccolo repertorio che eseguivamo occasionalmente. Silverio scrisse gli arrangiamenti per banda di alcuni pezzi che stavamo studiando e il 24 aprile del 1994 a Sesto Fiorentino in occasione del 50 anniversario della resistenza ci fu il primo concerto Coro Inni e Canti di Lotta con la Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio.

Il 15 e 16 luglio del '95 durante i due concerti al Romaeuropa festival fu registrato dal vivo il primo disco. In tutti questi anni, quasi sempre accompagnati dalla banda, abbiamo cantato in molte piazze e teatri d'Italia accolti sempre con calore ed entusiasmo.

Ma forse più che un coro, come dice Giovanna, siamo un gruppo di persone armate di entusiasmo e di buona volontà che studiano e lavorano insieme per conservare la memoria di una cultura e di una storia che non si impara sui banchi di scuola.

Chi siamo